La Provincia di Caltanissetta

Caltanissetta (Nissa o Cartanissetta in siciliano) è un comune italiano di 60.520 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia. Caltanissetta è il più importante centro della Sicilia Centrale, superando per dimensione la vicina Enna. Il comune ha un'estensione di 416,97 km² e con la contigua San Cataldo forma una conurbazione con più di 83000 abitanti. La città si colloca al centoduesimo (102º) posto tra i comuni italiani per popolazione e al quattordicesimo (14º) come estensione tra i comuni italiani. In Sicilia è il secondo capoluogo di provincia più esteso dopo Ragusa e il quarto comune per estensione, dopo Noto, Monreale e Ragusa. La densità abitativa in città è di circa 144 ab./km². È il sesto comune capoluogo più alto d'Italia, ed il secondo dopo Enna in Sicilia. La città è sede di Corte d'appello[2].
Il Territorio
Il primo nucleo urbano nisseno è quello del villaggio di Sabucina, risalente al XII secolo a.C., distante circa quattro chilometri dall'attuale città. Altri importanti centri urbani furono quelli di Gibil-Gabib, Vassallaggi e Capodarso, tutti più o meno distanti dalla città, ma svuotatisi a causa del confluire dei loro abitanti nel nuovo insediamento di Nissa. L'antico borgo arabo sorse intorno al Castello di Pietrarossa, sviluppandosi senza alcuna pianificazione seguendo l'andatura del declivio. Aveva un'importante funzione difensiva, in quanto era costruito su alti strapiombi, difeso da solide mura e protetto dal castello, che si trovava in posizione praticamente inespugnabile. Al borgo arabo corrisponde oggi il quartiere San Francesco (conosciuto impropriamente con il nome di Angeli), mentre le case più ricche si trovavano dove oggi sorge il quartiere San Rocco. In seguito all'avvento dei Normanni venne edificata l'Abbazia di Santo Spirito, ed il centro della città si spostò presso la contrada Xibili (oggi Xiboli), finché, scoraggiati dalla sfavorevole posizione (in tale contrada venivano convogliate tutte le acque piovane provenienti dalle vicine colline), i suoi abitanti lo abbandonarono, trasferendosi nei pressi della chiesa di Santa Maria la Vetere (o Santa Maria degli Angeli). È questo il periodo in cui Caltanissetta si distacca dal suo vecchio nucleo urbanistico, e comincia ad assumere gli aspetti con i quali la si può tuttora ammirare. Anche durante il periodo di dominazione sveva, però, la città si presenta ancora come un insieme di borghi aggregati intorno ad alcune emergenze architettoniche: il castello, l'abbazia, il palazzo del magistrato, ecc. Il reale processo di crescita organica del tessuto urbano iniziò nel XVI secolo, dopo un devastante terremoto, quando si formarono i due assi principali della città: l'attuale Corso Vittorio Emanuele (in direzione Ovest-Est) e l'attuale Corso Umberto I (in direzione Nord-Sud). Questa struttura si conservò intatta fino al dopoguerra: negli anni cinquanta, infatti, la quasi totalità della popolazione abitava nei quattro quartieri formati dall'incrocio delle due vie principali. Con il piano regolatore approvato nel 1967, fu "congelato" il centro storico, privilegiando le aree periferiche della città. In seguito a tale direzione dello sviluppo urbano, molti quartieri del centro storico hanno cominciato a disabitarsi, a partire dall'antico quartiere arabo di San Francesco. Oggi, il centro cittadino si districa tra viottoli, salite, scalinate, stradine impervie e scoscese, anche se non mancano i grandi ed eleganti viali che ricordano la gloria di cui godette la città al tempo dei Borboni e dell'estrazione dello zolfo, e che oggi rappresentano il centro economico cittadino, pieni di negozi e locali. Il centro storico della città conserva ancora la funzione di centro amministrativo ed economico della città, sebbene l'estensione dei quartieri moderni e la progressiva conurbazione con la vicina San Cataldo abbia contribuito al decentramento di alcuni uffici amministrativi. In centro si trovano il teatro Regina Margherita e gli altri cinema della città, il Municipio, nonché le principali chiese e la Cattedrale. Il centro ospita anche il tipico e suggestivo mercato "storico" ortofrutticolo, denominato Strata 'a foglia, fulgido esempio di come le tradizioni locali siano tutt'oggi preservate, seppure con difficoltà. Nel centro storico si trovano anche numerosi monumenti di rilievo: la chiesa di San Domenico, la chiesa di Sant'Agata (ex colleggio dei Gesuiti), la Biblioteca Scarabelli e molti archi, ponticelli, terrazze, giardini. Il centro include i quattro quartieri storici della città: San Francesco, Santa Flavia, San Rocco e Zingari, separati dai due assi principali del centro storico, anocora oggi rappresentati da Corso Vittorio Emanuele e Corso Umberto I. Otre questo nucleo più antico di strade, si sviluppano altre importanti vie come Viale Trieste, Via Rochester, Via Niscemi, Via Napoleone Colajanni e Viale Regina Margherita che collegano la città antica con la nuova. La parte nuova, assumendo queste strade come direttrici principali di sviluppo, ha creato nuovi quartieri, di pari passo con l'evoluzione demografica. L'urbanizzazione sempre più massiccia negli ultimi decenni ha enormemente cambiato l'assetto urbanistisco della città inglobando frazioni e borgate ed aggredendo le campagne circostanti. Da qui, dunque, lo sviluppo della periferia orientale della città con il quartiere di Pian Del Lago, dove hanno sede gli impianti sportivi della città e che è caratterizzato da un'edilizia fatta di ville e case di campagna. Sempre nella periferia orientale, ma in posizione più centrale è il quartiere San Luca, di recente costruzione e popoloso, ma che rappresenta un esempio di edilizia di scarso valore, vista la disposizione delle costruzioni una ridosso all'altra e la semiassenza di verde. Ancora nel settore orientale sorge la Zona Industriale, sviluppatasi alla fine degli anni cinquanta sulla direttrice Caltanissetta - Pietraperzia - Riesi - Gela. Nella parte ovest della città - verso San Cataldo - si erge il Poggio Sant'Elia (ad un'altitudine di circa 600 m), elegante quartiere residenziale dove ha sede l'azienda ospedaliera locale e che rappresenta l'ingresso della città e da dove si snodano le direttrici di traffico principali per Canicattì, Agrigento, San Cataldo, per Santa Caterina Villarmosa, per l'autostrada Palermo-Catania, nonché punto di snodo della circonvallazione. Più a sud abbiamo i quartieri Pinzelli e Balate che contano circa 25.000 abitanti. Nel settore di Nord, sorgono le estensioni moderne del quartiere Redentore che lungo via Palmintelli si sviluppa biforcandosi a destra con via Pietro Leone (zona le Fontanelle, dove si trova il più importante circolo ippico della città) ed a sinistra con via delle Libertà (dove si trova il Palazzo di Giustizia e la Corte d'appello).
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